Una Cenerentola senza principe: la nostra esperienza al teatro Gustavo Modena

Dal nostro archivio

(A cura degli studenti del CPIA Pontedecimo)

Buio sul palco. Tre corvi parlano con la voce degli esseri umani e improvvisamente sulla scena, con un magico gioco di luci, compare Cenerentola che spazzando il pavimento lancia ovunque polvere e carbone. Non è la ragazza bionda della fiaba di Disney, non è una creatura sottomessa che aspetta il suo principe, non è neanche umana, a dir la verità, ma è una marionetta.

Ormai siamo anche noi sul palco, le musiche e le scenografie ci trasportano in questa fiaba senza tempo e facciamo tutti il tifo per lei, Cenerentola, che superando gli ostacoli, vincendo sui suoi oppressori può finalmente danzare, lanciare per aria le scarpe dorate e correre non dal principe, ma via, verso la libertà e l’autodeterminazione.

Un’esperienza unica quella che abbiamo vissuto al teatro Gustavo Modena di Sampierdarena lunedì 24 gennaio grazie al progetto “NavigAzioni tra teatro e museo: per conoscere, narrare, partecipare” di cui è capofila il “Suq Genova Festival e Teatro” in collaborazione con la Regione Liguria.

Ad assistere alla rappresentazione teatrale intitolata “Cenerentola” e portata in scena dalla Compagnia Zaches Teatro non c’eravamo solo noi del CPIA Centro Ponente di Pontedecimo, ma anche alcuni studenti della sede di via Pagano Doria e del CPIA Centro Levante.

“Bella la scena finale – sottolinea Osa O.I. – quando Cenerentola si toglie le scarpe, si trasforma da marionetta in essere umano e trova la sua strada, che è la libertà”. Anche per Sofia A. è stato bello assistere a questo spettacolo perché “è stata la mia prima volta a teatro – afferma – e mi è piaciuta tanto la marionetta che si muove in modo magico”.

Nadia B. ha invece apprezzato l’inizio della rappresentazione, con il buio totale sulla scena e Cenerentola che dorme in un sacco di carbone, “una scena – dice – che rappresenta le persone che vivono ai margini della società”.

Diana M.A., impressionata dalla tecnica che sta dietro la marionetta di Cenerentola, afferma: “nonostante sapessi che era un pupazzo manovrato da una persona, a un certo punto mi è sembrato una ragazza vera. Il buio invece mi ha trasmesso l’impressione di essere sul palco”.

Joy J. ha parole di elogio non solo per lo spettacolo ma anche per il teatro Modena, con i suoi palchi, il loggione, la platea, le decorazioni del soffitto, l’unico teatro ottocentesco di Genova e, come sottolinea lei, l’unico che ha visto da quando è arrivata in Italia dalla Nigeria.

Anche gli studenti dell’alfabetizzazione di Pontedecimo sono contenti di essere andati a teatro per uno spettacolo davvero speciale e commentano così l’iniziativa:

“La Cenerentola che hanno presentato, pur mantenendo il significato della storia che tutti conosciamo, è stata molto originale. Cenerentola, infatti, fino all’ultima scena, è stata rappresentata da una marionetta, guidata dalle mani dei tre attori, la scenografia, completamente artigianale, e le luci creavano un effetto davvero magico. Gli attori, veramente bravi, hanno espresso diverse abilità: il ballo, il canto e una vocalità davvero particolare. Anche il teatro che ha ospitato lo spettacolo è davvero affascinante ed elegante, rappresenta un pezzo di storia e ha creato subito l’atmosfera giusta per vivere la magia dello spettacolo. Speriamo che queste opportunità possano ripetersi per noi e per altri futuri studenti!”.

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