Vorrei raccontare del Natale in Nigeria. Nel mio paese che si chiama Benin, il Natale dura tre giorni.
La vigilia stiamo solo con la famiglia, andiamo alla Messa e indossiamo vestiti nuovi per la nascita di Gesù. Il giorno di Natale, andiamo tutti insieme a pregare per due ore nella nostra Chiesa. Insieme chiediamo a Dio la protezione per la nostra famiglia, tanta salute e gioia per i nostri bambini, e per avere sempre sulle nostre tavole cibo e acqua in abbondanza.
Quando torniamo a casa, lasciamo le porte aperte per i nostri vicini. Cuciniamo tutti insieme riso, stew (stufato) fatto di carne di mucca o capra, pomodori, cipolle, peperoni, patate, spezie e sale. Poi ci sono i dolci del nostro paese, tipo il chin chin fritto, servito tagliato a quadretti. È molto buono e ne facciamo tanto per regalarlo. Lo mettiamo in barattoli di vetro colorati a mano dai bambini.
Facciamo anche i puff-puff, che sono delle frittelle croccanti e morbide dentro. Dopo mangiato balliamo tutti insieme e cantiamo, felici per la nascita di Gesù.
Il giorno dopo Natale la festa continua. È il terzo giorno. Per tradizione le nostre strade e le case sono tutte piene di luci.
Dopo il Natale c’è la festa iguè, una festa tradizionale molto bella. L’Oba, che è il re di Benin, benedice la terra e il popolo. Le persone si vestono di rosso e arancione.
Tutti festeggiano e sono in pace.
[Blessing, corso B, Primo Livello Primo Periodo CPIA Voltri]
Foto: credit Ben Iwara / Unsplash
