La Matrioska è il simbolo più famoso della Russia. La sua storia è molto interessante. Anche se molti pensano che sia un oggetto antichissimo, la prima bambola è stata creata solo alla fine del XIX secolo.
La storia racconta che tutto iniziò quando una figura di legno giapponese, chiamata Fukuruma, arrivò in una bottega di giocattoli russa. Questa figura conteneva altre statuette più piccole al suo interno. Ispirati da questa idea, Ispirati da questa idea, l’artigiano Vasilij Zvezdočkin e il pittore Sergej Maljutin crearono la versione russa: una contadina con il fazzoletto in testa e un gallo in mano. Il nome scelto fu Matrioska, che deriva da “Matrena”, un nome molto popolare all’epoca. La radice del nome è la parola latina “mater”, che significa madre. Fu quindi creata una bambina vestita con il tipico abito contadino, il sarafan, e un fazzoletto in testa, il plater.
La vera fama della Matrioska arrivò nel 1900, quando la bambola fu presentata all’Esposizione Universale di Parigi e vinse la medaglia di bronzo. Da quel momento divenne il simbolo della Russia conosciuto in tutto il mondo.
Oltre a essere un giocattolo, la Matrioska porta con sé messaggi profondi. Rappresenta la fertilità e la figura della madre che accoglie e protegge i suoi figli dentro di sé. Simboleggia anche l’unità familiare e la continuità delle generazioni.
Come nella vita, anche con la Matrioska bisogna aprire e guardare dentro, superando diversi strati per arrivare al cuore delle cose.
[Olena, corso B, Primo Livello Primo Periodo CPIA Voltri]
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