La leggenda del Nakshi Kantha

Dal nostro archivio

Mi chiamo Tanzila e vengo dal Bangladesh. Vi voglio raccontare una leggenda del mio paese. Si intitola la leggenda del “Nakshi Kantha”.

Tanti anni fa, in un villaggio del Bangladesh, viveva una giovane donna di nome di Rupa. Era molto creativa e amava l’arte. Suo marito partì per una guerra lontana e, con il passare dei giorni, non tornò mai più. Rupa, piena di dolore e nostalgia, iniziò a ricamare su un vecchio pezzo di stoffa. Con ago e filo raccontava le sue memorie, i suoi sogni, le sue speranze e il suo amore perduto. Così creò il Nakshi Kantha, una coperta ricamata piena di fiori, alberi, fiumi e immagini del suo villaggio.

Tutti nel villaggio rimasero incantanti della sua bellezza. Capirono che non era solo una coperta ma un’espressione del cuore e dell’anima di una donna.

Così la Nakshi Kantha divenne un simbolo della creatività delle donne bengalesi.

Anch’io a casa possiedo una Nakshi Kantha: una coperta ricamata che ho realizzato con le mie mani nove anni fa per mio marito. Per terminarla ho impiegato quasi due anni. Oggi la usiamo sul nostro letto: è una vera coperta, fatta per scaldare, ma per me ha anche un grande valore affettivo. L’abbiamo portata con noi anche nella nostra nuova vita in Italia, come un pezzo della nostra storia e delle nostre radici.

[Tanzila, corso B, Primo Livello Primo Periodo CPIA Voltri]

Foto generata dall’Intelligenza Artificiale

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