Visual Storytelling – Hama

Dal nostro archivio

Braccialetto
Mia madre mi ha donato un braccialetto che ora non ho piĂ¹.
Prima di darmelo aveva dubbi che io volessi andare via. Una mattina mi ha chiamato in una stanza. Mi ha detto « te lo lascio, non perderlo. Ăˆ un ricordo tra noi due».
Me lo ha messo al polso e mi ha guardato come se non dovesse vedermi piĂ¹.
«Ti dico sei parole: non tradire nessuno, non rubare, attento che le tue mani non prendano cose, attento ai tuoi piedi, sappi dove andare, stringi la tua cintura, non mentire. Qualunque cosa, per brutta che sia dici sempre la verità». Io l’ho ascoltata per ricordare tutto. Mi è venuto da piangere «non piangere, altrimenti piango anche io». Mi ha abbracciato «comportati da uomo».
Ho sempre portato il braccialetto. Avevo deciso di viaggiare «quando sono lontano tu sei per me la cosa piĂ¹ importante nella mia vita». Forse non la vedrĂ² piĂ¹, avevo brutti pensieri. Pregavo Dio affinchĂ© non fosse l’ultima volta che la vedo, voglio abbracciarla ancora.

Levavo il braccialetto per proteggerlo e nascosto in una tasca dentro i pantaloni. In Algeria, ogni notte lo prendevo e lo guardavo per pensare a mia madre poi lo nascondevo.
Una sera dopo lavoro, siamo usciti con dei ragazzi africani, vicino al mare. Ăˆ arrivata la polizia e ci ha ammanettati, ci hanno perquisiti in una casa e hanno capito che avevo qualcosa da nascondere.
Un poliziotto ha trovato il bracciale. Â«Ăˆ mio me lo ha dato mia madre sei musulmano come me…!» Ci hanno promesso che ce lo avrebbero restituito tutto. Dopo tre giorni ci hanno rilasciato. E hanno chiesto di dichiarare cosa era stato preso. Ho dichiarato il bracciale, ma non c’era piĂ¹. Ero molto triste.
Poi da libero ho ancora chiesto del bracciale ma nulla era stato trovato. ChissĂ  a chi lo avrĂ  dato quel bracciale. Non lo perdonerĂ².

Hama, Mali

Immagini e testi prodotti dagli studenti delle classi del primo periodo di Via Pagano Doria durante il laboratorio di Visual Storytelling, realizzato nella primavera 2025 da Matteo Sicios, fotografo e Federica Micucci, antropologa con la collaborazione delle insegnanti e del Collettivo Khonsu Photos www.khonsuphotos.com – Vedi l’introduzione al progetto.

Articoli recenti