Molto tempo fa, nel sud del Bangladesh, in un luogo chiamato Bagerhat, arrivĂ² un saggio e devoto chiamato Khan Jahan Ali. Era un santo, un leader e un costruttore. Voleva costruire una cittĂ di pace, fede e bellezza.
Con l’aiuto della gente del posto, iniziĂ² a a costruire una grande moschea. Non era una moschea normale: aveva sessanta cupole e ottanta pilastri. Ogni pietra veniva posata con amore e preghiera. La costruzione durĂ² anni.
La leggenda dice che ogni notte, quando il villaggio dormiva, degli spiriti venivano ad aiutare Khan Jahan Ali. Per questo, la moschea fu finita piĂ¹ velocemente del previsto.
Quando fu completata, la moschea diventĂ² il cuore della cittĂ . Non solo un luogo di preghiera, ma un simbolo di unitĂ , cultura e arte islamica.
Oggi, la Shat Gombuj Masjid è patrimonio mondiale dell’UNESCO e testimone silenzioso di fede, storia e leggenda.
[Mst Rina, corso B, Primo Livello Primo Periodo CPIA Voltri]
Foto: credit Ahmed Jubair / Unsplash
