Questa è una leggenda della città in cui sono nata, Huanùco. Si racconta che sull’altopiano di Huanùco molto tempo fa gli abitanti del luogo avevano tanta abbondanza di cibo che ne sprecavano molto. A loro non importava se la carne bruciava sul fuoco e buttavano frutta e verdura nel recinto degli animali e lasciavano il grano nel depositi per lunghi periodi di tempo finché andava a male e nessuno faceva niente per rimediare perché c’era troppo di tutto. Un giorno il dio Viracocha si arrabbiò molto con gli abitanti delle Ande e mandò una forte tempesta. Tutte le terre seminate furono spazzate via dalla pioggia e del vento. La gente pregò e si lamentò con il dio affinché cessasse di punirli, ma anche se tutti piangevano rimase ovunque la carestia. Quando anche gli uccelli cominciarono a indebolirsi per le mancanza di semi e mangime, quelli più forti e coraggiosi si alzarono in volo verso l’alto e avvicinandosi al cielo chiesero al dio di inviare cibo alle popolazioni della terra. Viracocha ebbe allora compassione e a ciascun uccello che arrivò al suo regno nei cieli diede un seme di mais nel becco. Gli uccelli lasciarono cadere i semi di mais sulla terra fertile e da allora l’altopiano si riempì di cibo inviato dal dio Viracocha per gli abitanti delle Ande. Quel giorno si festeggia ancora oggi sulla Ande come “il giorno che il mais cadde dal cielo”.
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