Mi chiamo Nidia, vengo dalla Colombia e vorrei raccontare la storia delle piccole difficoltà del mio Paese.
Quando gli Spagnoli arrivarono sulle coste della Colombia nel 1499, la terra non era vuota. Tra le montagne e le foreste vivevano popoli antichi come i Muisca e i Tairona sull’altopiano delle Ande. Queste popolazioni lavoravano l’oro con grande abilità. Da uno dei loro rituali nacque la leggenda di El Dorado: il nuovo capo, coperto di polvere d’oro, si immergeva in un lago sacro. Questa leggenda attirò i conquistadores, che cercavano più ricchezze che nuove terre.
Nel 1537 Gonzalo Jiménez de Quesada conquistò il territorio dei Muisca e fondò Bogotá. Cominciò così il dominio spagnolo, durato quasi tre secoli. L’oro venne portato in Europa, mentre la popolazione locale diminuì drasticamente a causa di guerre, lavori forzati e malattie.
Per sostituire la manodopera furono portati schiavi africani. Da qui nasce una parte fondamentale dell’identità afrocolombiana.
Nel 1810, ispirati dalle rivoluzioni americana e francese, anche i Colombiani iniziarono a ribellarsi. Il protagonista di queste vicende fu Simón Bolívar, che guidò le truppe indipendentiste attraverso le Ande in una delle campagne militari più difficili della storia. Nel 1819, dopo la battaglia di Boyacá, la Colombia ottenne l’indipendenza dalla Spagna.
Il nuovo Stato però non trovò subito la pace. Il XIX e il XX secolo furono segnati da guerre civili, povertà e divisioni politiche. Negli anni Quaranta iniziò un periodo violento chiamato “La Violencia”, seguito dal conflitto armato con guerriglie e gruppi paramilitari.
Negli anni Ottanta il nome della Colombia fu legato al narcotraffico, soprattutto alla figura di Pablo Escobar, che portò ricchezza illegale ma anche terrore e migliaia di vittime.
Nonostante tutto, la Colombia non si è fermata. Negli ultimi decenni ha cercato la pace, firmando nel 2016 uno storico accordo con le FARC.
Oggi è un Paese che porta ancora le cicatrici del passato, ma anche una grande forza nella musica, nella sua letteratura – come quella di Gabriel García Márquez, premio Nobel per la Letteratura – e nella capacità della sua gente di resistere e ricominciare.
Questa è la storia vera della Colombia: una storia di dolore, lotta e speranza.
[Nidia, corso B, Primo Livello Primo Periodo CPIA Voltri]
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