{"id":1794,"date":"2022-03-23T16:36:28","date_gmt":"2022-03-23T15:36:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cpiagenova.it\/web\/?p=1794"},"modified":"2022-03-23T16:46:22","modified_gmt":"2022-03-23T15:46:22","slug":"le-storie-che-si-incrociano-o-quasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cpiagenova.it\/web\/le-storie-che-si-incrociano-o-quasi\/","title":{"rendered":"Le storie che si incrociano o \u201cquasi\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo letto in classe il racconto <strong>Felicit\u00e0<\/strong> di Concita De Gregorio, frutto della sua esperienza di viaggio in Tanzania con l&#8217;associazione AMREF, nell&#8217;ambito della campagna globale Stand Up for African Mothers, a favore della donne africane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho chiesto poi agli studenti di scrivere una riflessione che questa lettura ha ispirato loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(Ludovico Valentino)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le storie che si incrociano o \u201cquasi\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando respiro sono felice: Il movimento pi\u00f9 naturale di un essere vivente \u00e8 respirare ma quando capisci che tra qualche istante non accadr\u00e0 mai pi\u00f9 ti rendi conto di cosa \u00e8 la FELICITA&#8217;!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sento felice e piena di vita quando faccio un bel respiro, entra l&#8217;aria fredda e esce calda, \u00e8 la vita dentro di me che pulsa forte&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una donna bianca in Europa, assistita con tutte le possibilit\u00e0 della medicina, aspetta un bambino, lo sa che \u00e8 un maschietto; invece in un&#8217;altra parte del mondo sprovvista di cure mediche, anche un&#8217;altra donna aspetta un bambino o bambina, lei \u00e8 in Africa dove tutto \u00e8 molto diverso, per\u00f2 non gli errori umani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna bianca partorir\u00e0 il secondo figlio con cesareo programmato; invece la donna africana avr\u00e0 l&#8217;ottavo figlio perch\u00e9 nella sua cultura le donne hanno tanti figli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna bianca va all&#8217;ospedale nel giorno programmato per la nascita di suo figlio; invece la donna africana non lo sa esattamente, la natura si far\u00e0 sentire. Per\u00f2 quando arriva il giorno delle nascite qualcosa va storto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo il parto la donna bianca, che non si sentiva bene, aveva pensato che il giorno dopo sarebbe stata meglio, invece no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;africana che doveva partorire naturalmente non ce la faceva perch\u00e9 il bambino era girato al contrario, urlava di dolore, invece la donna bianca non riusciva a gridare e neanche a piangere perch\u00e9 i dolori erano talmente forti che qualsiasi movimento era peggio, la sua pancia era talmente gonfia che non sembrava neanche che aveva partorito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo le sofferenze, che per entrambe hanno raggiunto una fine, l&#8217;africana ha partorito suo figlio con il cesareo, per\u00f2 non si pu\u00f2 sapere se per lei era gi\u00e0 troppo tardi oppure se la mano dell&#8217;uomo \u00e8 stata poco curata, perch\u00e9 lei non si \u00e8 pi\u00f9 svegliata. Non ha potuto accudire suo figlio, una triste fine; quella che doveva essere una storia di vita \u00e8 finita con la morte della mamma; una delle tante, non solo in Africa ma purtroppo in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna bianca ha continuato a soffrire, non vedeva suo figlio, non riusciva a camminare, non riusciva a mangiare e la sua pancia si gonfiava sempre di pi\u00f9, finch\u00e9 nel quarto giorno dopo il parto la morte \u00e8 venuta a prenderla con le sue mani. E&#8217; caduta per terra, poi sono arrivati in tanti, l&#8217;hanno messa sul letto e l\u00ec ha patito ancora di pi\u00f9; in posizione fetale \u00e8 rimasta per ore, non riusciva pi\u00f9 a respirare, ogni respiro era un male atroce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo ore lei ha capito che se ne stava andando; ha trovato le sue ultime forze per chiamare qualcuno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente l&#8217;hanno portata a fare degli esami. Quando \u00e8 arrivata, la dottoressa l&#8217;ha guardata negli occhi e le ha detto che doveva essere operata d&#8217;urgenza e che le possibilit\u00e0 di sopravvivenza erano poche, il suo intestino era perforato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo sguardo sulla croce sopra la porta della camera che la ospitava la fece pregare ma solo con il pensiero perch\u00e9 dalle sue labbra non usciva pi\u00f9 nessuna parola: sentiva che la sua anima stava piano piano lasciando il suo corpo; poi una luce bianca, forte sulla faccia, tante voci, tanti passi veloci, tanti rumori strani e tanto male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune ore dopo sente il suo corpo freddo come il ghiaccio, le faceva male tutto, poi sente una voce famigliare, \u00e8 andata bene!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al risveglio vede dei capelli bianchi e una luce dietro, era un angelo che la prendeva per la mano; poi si rende conto che non era in cielo, era viva e quei capelli bianchi erano quelli di una sua cara amica che pregava per lei, con le mani sopra le sue.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna bianca non riusciva a parlare, perch\u00e9 le avevano messo qualcosa nella gola che la soffocava. Lei \u00e8 stata venti giorni all&#8217;ospedale tra la vita e la morte; non ha ricordi del suo figliolo, non ha potuto abbracciarlo, dargli il suo latte, il suo amore; glielo hanno portato via e lei \u00e8 rimasta l\u00ec sola, in sofferenza, non solo fisica ma anche nella sua anima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questa donna la vita ha ancora sorriso, piano piano \u00e8 migliorata ed \u00e8 uscita dall&#8217;ospedale, con il suo bene pi\u00f9 prezioso in braccio, il suo piccolino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando \u00e8 uscita fuori dall&#8217;ospedale faceva freddo ma c&#8217;era un sole bellissimo, che sembrava tutto per lei, ha chiuso gli occhi e ha sentito il vento freddo soffiare sulla sua faccia, era il vento della sua rinascita, perch\u00e9 la vita \u00e8 un soffio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La donna bianca di questo racconto sono io che piango quando scrivo ma ho la consapevolezza di sapere che sono fortunata e sapere delle sofferenze delle donne africane mi ha fatto sentire pi\u00f9 vicina a loro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a te Valentino per portare tante storie belle a me, a noi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Isaura<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foto: credit Alicia Petresc \/ Unsplash<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo letto in classe il racconto Felicit\u00e0 di Concita De Gregorio, frutto della sua esperienza di viaggio in Tanzania con l&#8217;associazione AMREF, nell&#8217;ambito della campagna globale Stand Up for African Mothers, a favore della donne africane. 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